La cosiddetta "Grande Pianura ungherese" è quella grande
distesa dell'Ungheria meridionale oltre il Danubio, limitata dai fiumi Danubio
e Dràva, che si estende a perdita d'occhio oltre il Tibisco fino ai confini con
la Romania. È una realtà unica, un paesaggio che non ha eguali. Qui si trovano
i dossi sabbiosi di Bugac, le terre salmastre di Hortobàgy, la puszta
ungherese; qui sorgono villaggi dove la vita scorre tranquilla all'insegna
della autentiche tradizioni magiare, con le caratteristiche "csàrda",
locande-osterie nelle quali si possono gustare le specialità gastronomiche e i
vini della regione al suono di musica zigana, mentre i "csikòs" esibiscono la
loro abilità nel domare i cavalli al rotear di frusta.
Il Parco nazionale Hortobàgy
Il Parco nazionale di Hortobàgy è il primo e più grande
Parco nazionale ungherese. Creato nel 1973, si estende per 82.000 ettari e
comprende la puszta (1.400 kmq), uno dei più estesi territori erbosi d'Europa
dove vengono allevati animali tipici: bovini grigi, ovini "racka", cavalli
"noniusz" e bufali. Il Parco, riserva di biosfera e sito protetto dall'Unesco,
ha un'inconfondibile superficie piatta costituita da pianure, prati salmastri e
paludi, formatisi in seguito alle piene del fiume Tibisco e dei suoi affluenti.
Dal raccordo di ampie aree acquitrinose, sono stati formati il lago Tibisco e
altri laghi artificiali ricchi di pesci, ora anche tempio degli uccelli che vi
nidificano. Per gli amanti del birdwatching, ma anche per i turisti interessati
a percorsi classici, è fantastico lo spettacolo del passaggio delle gru in
autunno.
Lungo le antiche strade di comunicazione che attraversano la
puszta, nei secoli scorsi venivano costruite ogni 10/12 chilometri delle
locande tipiche, le cosiddette ciarde, dove viaggiatori e pastori spesso
sostavano a riposare e rifocillarsi. Originali piatti di tradizione pastorale
figurano anche oggi nel menù della tipica trattoria della puszta, ossia la
"Csàrda Hortobàgyi", attiva da ben 300 anni. Nel centro turistico di Hortobàgy,
dove anticamente si trovava la rimessa dei carri presso la Ciarda Maggiore (la
Hortobàgy Nagycsàrda, con un tetto in paglia del 1871), è stato allestito il
Museo dei Pastori, ricco di oggetti caratteristici e pannelli che raccontano
storia e lavoro dei pastori di un tempo. Nei pressi del Museo, sulla strada che
collega Budapest e Debrecen, merita una visita anche il Ponte di Pietra a nove
arcate sul fiume Hortobàgy, costruito nel 1827.
Figure tradizionali caratteristiche della puszta ungherese
sono i csikòs, cavallerizzi magiari capaci di formidabili acrobazie, come ad
esempio cavalcare in piedi sul dorso di un cavallo e contemporaneamente
governare le redini di cinque cavalli (un virtuosismo meritatamente diventato
attrazione mondiale). A due chilometri dal villaggio Hortobàgy si trova Màta,
con gli allevamenti della famosa razza di cavalli "nònius", qui presente da 300
anni.
Solo una parte del Parco è oggi accessibile al pubblico: un
pass d'ingresso consente di visitare quattro aree. Dalla casa di guardia sul
lago da pesca del Parco di Hortobàgy (strada 33, al 67° km) si apre un
magnifico panorama sullo straordinario mondo degli animali acquatici, mentre
dal belvedere di quella di Szalkahalom (strada 33, al 79° km) si può osservare
il mondo degli uccelli dei boschetti e dei laghi salmastri. Informazioni: www.hnp.nemzetipark.gov.hu
Nelle vicinanze di Debrecen e del Parco di Hortobàgy si trova
la più grande stazione termale dell'Ungheria. Si tratta di Hajdùszoboszlò, con
terme che si estendono su ben 25 ettari e numerose piscine, visitate ogni anno
da oltre un milione di turisti. La cittadina, ricca anche di monumenti
etnografici, offre al visitatore ogni tipo di servizio.
Informazioni: www.eszakalfoldi.hu
Info:
www.turismoungherese.it
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